Lug '15
21
Repubblica, "Azzerata la differenza tra maschi e femmine"
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Dedicherei questa sentenza a tutti quelli che dicono che la teoria  del gender non esiste, mentre è entrata nella pratica quotidiana. Per Eugenia Roccella, deputato dell'Area popolare, quella della Cassazio­ne è una sentenza che non stupisce. “È la conseguenza del voler considerare l'autodeterminazione dell'individuo un criterio fondamentale in questioni, come i matrimoni gay e la fecondazione eterologa, che nulla hanno a che vedere con i diritti civili.

E con cosa avrebbero a che fare?

Non sono diritti individuali ma mutamenti epocali della condizione umana, su cui andrebbe aperta una discussione politica meno ideologica e meno superficiale, che lasci da parte  le accuse di omofobia.

Cosa  la  colpisce di più della sentenza?

Se  destrutturiamo le nostre identità di genere, il fatto  di essere  nati  maschi o femmine, le differenze sessuali non hanno più un senso.

Quali saranno le conseguenze pratiche?

La divaricazione tra il corpo e l'identità sessuale. Un uomo può sentirsi e definirsi per legge donna, ma conservando il diritto a procreare. Ma se non si sente padre, perché si ritiene femmina, cosa sarà? Una madre? È una situazione ai limiti dell'assurdo.

di Cristiana Salvagni