Set '15
30
Gay: no a battaglia ideologica sui minori
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Sul caso di Monza sembra che a nessuno - politici, Garante per l'infanzia, giornalisti - interessi appurare la verità, ma solo ridurre sbrigativamente la questione a battaglia ideologica.

Solo le forme di bullismo, violenza e discriminazione che possono essere interpretate come "omofobiche" ricevono ormai qualche attenzione dalla stampa e dalla politica anche quando poi i fatti si incaricano di smentire tali interpretazioni. Se è vero il racconto dei dirigenti dell'istituto, si è tentato semplicemente di proteggere il minore difronte a comportamenti a rischio. Le iniziative degli educatori, se invece di un ragazzo gay si fosse trattato di una ragazzina etero, sarebbero state unanimemente approvate.

Giudicare senza preoccuparsi di conoscere vuol dire non avere a cuore l'interesse del minore ma soltanto la propria visibilità.