Gen '16
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L'Occidentale, "Sulle unioni civili braccia aperte anche per Don Abbondio"
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Il Pd, sulle unioni civili, appare in confusione. Lontani i tempi in cui si ostentava sicurezza, lontani i tempi in cui la Boschi discettava sull’iter della legge – in teoria una legge parlamentare in cui il governo non avrebbe dovuto mettere il becco – e in cui si rivendicava la stepchild adoption come obiettivo “della Leopolda”, e dunque squisitamente di partito.

A “Porta a porta”, alle domande sull’adozione da parte del partner, Renzi ha dato risposte ambigue, un colpo al cerchio e uno alla botte, a parte il fatto che è evidente che non conosce bene la materia. Ma non è importante, in questo momento, spiegargli che non è in gioco l’interesse del minore, ampiamente tutelato dall’art.44 della legge sulle adozioni, che già consente l’adozione di un bimbo orfano da parte di chi ha con lui un rapporto affettivo, anche se non è legato da rapporti di parentela. Non è importante spiegare per l’ennesima volta che la stepchild adoption è fatta solo per chi ricorre alla fecondazione eterologa, e in particolare all’utero in affitto.

Il vero fatto politico nuovo è che il clima è cambiato, che Renzi sente il bisogno di sfumare le sue posizioni. Intanto la Cirinnà afferma tutto e il contrario di tutto, e le si legge negli occhi che ha perso ogni sicurezza: un giorno proclama che la legge è a rischio, il successivo che non ci sono emendamenti del Pd, e che ci sarà solo qualche modesta correzione: l’unica a non accorgersi che nel suo partito si litiga furiosamente sull’emendamento presentato da Della Zuanna contro il ricorso alla maternità surrogata, con relativo inasprimento delle pene.

Il clima è cambiato. Dobbiamo dire grazie, prima di tutto, a chi, nei momenti più bui dell’isolamento, ha mantenuto una ferma e combattiva opposizione  in commissione, tanto che il Pd, con il capogruppo Zanda, ha preferito, violando l’art.72 della Costituzione, fare una prova di forza e discutere la legge direttamente in aula, pur di scavalcare l’ostruzionismo di pochi, pochissimi senatori (tra cui non si può non nominare Carlo Giovanardi).

C’è stato quindi il primo Family day, con un segretario della Cei assai freddo, ma un popolo che ha seguito il suggerimento del papa: fate da soli, è il momento dell’iniziativa dei laici, non aspettate l’imbeccata dei pastori. C’è stata la spaccatura nella sinistra provocata dalla presa di posizione contro l’utero in affitto delle femministe, e il disagio sempre più marcato e visibile dei cattolici democratici; c’è stata la separazione del gruppo di Idea da un Nuovo centrodestra che non voleva mettere sul piatto della trattativa sulle unioni civili l’uscita dalla maggioranza, e intanto dentro la Lega e Forza Italia è maturata una maggiore chiarezza. E adesso, c’è il nuovo Family day che tutti attendono, e che stavolta è esplicitamente benedetto dal presidente della Cei, il cardinale Bagnasco.

Il clima è cambiato, e chissà cosa può succedere: ripensamenti, improvvise ventate di audacia nei più timidi, aggiornamento di calcoli politici. A noi, a cui sta a cuore l’obiettivo, va bene tutto; accoglieremo a braccia aperte anche Don Abbondio, e saremo infinitamente grati per l’eventuale conversione dell’Innominato.

http://loccidentale.it/node/139430